Nexus Legacy 3/4 🇮🇹

 

Dopo aver consolidato un principio di suono distintivo con le prime 8 canzoni ufficiali e sparso il verbo del progetto Schoolship attraverso una campagna marketing duratura e in pillole nell’arco di quasi due anni, il duo si ritrova finalmente nella collaborazione continuativa poco dopo l’uscita del primo album (Settembre 2020), recuperando tutto l’entusiasmo dell’inizio e l’aspirazione di realizzare musica che duri nel tempo. L’esperienza altalenante dei primi anni ha spinto la scelta di assegnarsi come luogo prediletto per la creazione e i ritrovi artistici il rinnovato studio di Villaverla, che nel frattempo ha preso il nome di Nexus Studios. Oltre alla propria musica vengono qui curate anche la produzione e l’uscita di singoli e EP di altri artisti locali dalle piĂą svariate influenze e idee musicali, compresi i collaboratori del progetto Nexus. 

 

Ritrovando una forma rinvigorita e proficua, il duo si è messo subito messo all’opera per raccogliere altri progetti del passato momentaneamente abbandonati e per produrne di nuovi nel nuovo studio, denominato appunto ufficialmente Nexus Studios, con tanto di targhetta distintiva nella parete prima della porta d’ingresso e pagina digitale ufficiale di Google Business. 

 

Così piano piano prende vita quello che sarà il secondo album del progetto, dal titolo complesso:

S(he) Be(lie)ve(s)

che si legge letteralmente: He Lies She Believes, 

abbreviato nella formula HLSB

che significa appunto tradotto “Lui mente e Lei gli crede”, intendendo chiaramente un Lui e una Lei astratti, ipotetici e metaforici. 

 

Dopo un’accurata cernita tra moltissimi pezzi anche con l’aiuto di altri pareri artistici del team, ne sono stati selezionati in totale 12, di cui uno fungerà da singolo anticipatore prima e fuori dell’album, mentre 11 comporranno la tracklist vera e propria. 

 

Il titolo dell’album fu il primo mai pensato e inciso da TB, ancora circa 10 anni prima, quando si prefisse l’obiettivo un giorno di creare un disco che avrebbe avuto questo concetto e questa denominazione. Il complesso utilizzo delle parentesi per ricreare il gioco retorico di inserire delle parole più brevi in alcune più lunghe ancora una volta rimanda alla forma mentis dell’artista e al caro concetto di mash-up, miscuglio di contaminazioni artistiche che finiscono per dare un nuovo risultato finale sempre sorprendente. 

Infatti: 

  • He è contenuto all’interno di She, ovvero il suo contrario biologicamente parlando (facendo riferimento al concetto di Core tra i vari significati nel termine Nexus)
  • Lie (anagramma di Lei, in italiano) è contenuto all’interno di Believe (facendo riferimento al concetto di Link tra i vari significati nel termine Nexus)

 

In inglese questi termini significano:

He → Lui/Egli (come soggetto)

She → Lei/Ella (come soggetto)

Core → Nucleo/Cuore/Nòcciolo 

Lie → Bugia (nominativo) oppure Mentire (verbo) 

Believe → Credere/Avere fiducia (verbo) 

Link→ Connessione/Aggancio tra le persone o tra concetti 

 

L’utilizzo dell’ultima parentesi con la (s) serve solamente a declinare correttamente la terza persona singolare dei verbi in inglese. 

 

Da profonde discussioni e attente analisi sono emersi nuovi valori da comunicare al pubblico.

Innanzitutto l’anticonformismo nella musica, ossia se il resto del mondo segue certe mode, al progetto Nexus non deve interessare perché la costruzione identitaria personale rimane più importante di ciò che in quel momento fa fare più audience. Un altro valore importante vuole essere la sostenibilità della musica, in assoluto forma d’arte da comunicare a favore dell’ambiente e della teoria economica della Decrescita. Occorre produrla con il minimo spreco possibile di risorse, e la stessa musica in ciò che comunica deve andare verso una direzione emotiva che non incentivi in nessun modo il consumismo, anzi che lo mitighi ove e come possibile. 

 

Tornando alla composizione musicale, il primo brano scelto come singolo sarà Reapproaching, un revival EDM degli anni d’oro di questo movimento (dal 2011 al 2016). 

La pensata ricerca di una voce maschile che potesse accostarsi bene ai progetti musicali Nexus è stata nel frattempo molto travagliata, ma ha portato al risultato interessante di scoprire EE, un ragazzo del territorio altovicentino fino a quel momento non esposto a livello musicale per singoli o progetti pubblicati. Proprio EE sarà la voce di questo singolo anticipatore dell’album, ma anche di una canzone al suo interno (la n. 4), in quanto la collaborazione è stata talmente apprezzata da ambo le parti che si sono ritrovati più volte stringendo un forte legame. 

Il titolo che significa appunto “Riavvicinarsi” va nella direzione di comunicare ciò che per troppo tempo è rimasto nella mente nei produttori: le persone hanno realmente bisogno di contatto fisico non mediato dal digitale per capire l’importanza delle amicizie e delle relazioni. 

Il vuoto lasciato dalla distanza non è colmabile con la tecnologia. 

 

Il progetto dell’album, in ordine di tracklist, è così composto: 

 

Canzone Genesi e Racconto
Away Alone Composizione strumentale esoterica e densa di suspense, mira a costruire un legame introduttivo con l’ascoltatore per catapultarlo nell’universo sonoro targato Nexus, una sorta di biglietto di sola andata per l’isola di ascolto di questo album.

Cupa, oscura, quasi noir, questa forma di espressione pesca sensorialmente alcuni concetti giĂ  affrontati nel progetto Crisalidi – Dark Side. 

Sebbene vari testi siano stati composti e provati su questa base, alla fine si è preferito tenere il brano strumentale come intro spiazzante e esogeno del progetto musicale. 

Believe Canzone strumentale composita, vede nel suo progetto moltissimi strumenti virtuali e reali quasi a comporre un’orchestra aliena e digitale. 

Il sample originatore della canzone, presente all’inizio di entrambi i build-up, si frastaglia per prendere subito il ruolo di protagonista principale educando gli altri synth a costruire melodie e contro-melodie attorno. 

Anche senza testo, il concetto di Believe è un chiaro messaggio all’ascoltare (ma anche a sĂ© stessi) che nella vita occorre crederci veramente se si desidera portare avanti dei progetti piĂą elaborati del classico schema della societĂ  occidentale: nasci, cresci, studia, lavora, fai una famiglia, compra/consuma, muori. Non che questo modello abbia qualcosa di sbagliato o ingiusto, semplicemente non è l’unico possibile e desiderabile, soprattutto per certi aspetti. Se una persona gestisce o ha in mente un progetto importante e interessante, occorre entrare nell’ordine di idee di lavorare ogni giorno per realizzarlo un pezzo alla volta, cosicchĂ© si delinei piano piano l’ambizioso sogno di uscire da una routine pre-impostata secondo lo schema precedentemente citato.

Blue Sky War

(feat. Fabiola)

Brano proiettato in un universo parallelo, dove le fazioni tra i vari pianeti componenti questo mondo stellare sono in guerra per la supremazia dell’ecosistema celeste. La composizione fonica deriva da referenze di suoni balcanici, arricchite con elementi ambient che fungono da collegamento (scoppiettio del fuoco, impatto di un meteorite e così via), per dare una completa visione surround dell’universo musicale in cui ci troviamo. 

Il testo racconta una vera e propria storia che parte da una richiesta di aiuto della protagonista, che si trova invischiata in questa pericolosa avventura e si conclude con un patto oscuro che la farà fuggire dal conflitto mondiale al costo di affrontare un unico nemico e cedere il proprio cuore in cambio di uno artificiale, così da non dover più soffrire per le pene dei popoli in guerra. 

Let U Go

(feat. Solo)

Il primo consiglio che riceviamo dagli amici quando nella nostra vita incontriamo qualche persona con cui condividiamo una bella esperienza o relazione, ma che alla fine per qualche motivo viene rotta e ci fa stare male, è quello di lasciare andare quella persona. Insomma abbandonare il ricordo cercando di sostituirlo con altro o con altre persone. La canzone vuole offrire una valida alternativa a questo schema ricorrente nella vita, ovvero quello di riconciliare il passato ricucendo anche solo simbolicamente il rapporto perduto con quella persona, chiudendo il loop della sofferenza emotiva non con un brusco taglio, ma piuttosto con una protezione lenitiva. 

La canzone gioca di contrasti tra parti molto acute/alte in frequenza (come ad esempio il riff vocale) con altri elementi molto bassi/deep (come ad esempio il drop composto quasi solamente da synth future bass).

Il testo si compone di vari moduli che esprimono ognuno un blocco concettuale diverso, collegato agli altri dal punto di vista temporale e sensoriale. La parola centrale Skam, termine danese che significa vergogna, riecheggia spesso nel predrop e nel drop quasi a ricordare come il sentimento di vergogna che proviamo ogni qual volta una relazione finisce male… non deve piĂą esistere! Anche se ha portato conseguenze negative come sofferenza e disperazione, occorre rivalutare quell’esperienza ripensando ai sintagmi positivi, senza piĂą vergognarsi di aver condiviso certi momenti, anche intimi, con quelle persone, anche se poi alla fine finiamo per detestarle in un momento successivo della storia.

Nymph

(feat. Montie)

La traccia Nymph, che si completa anche con il sottotitolo Let Me Be Your Melody, fu una delle prime mai realizzata dal duo TB-ML. Il progetto originale è rimasto praticamente intatto dal 2015 e vede oggi la partecipazione speciale di EM che ha saputo donare una voce soave e sublime connaturata negli spazi armonici della base, rifinendo il testo grazie alle doti letterarie di scrittura creativa. 

L’immaginario bucolico della mitologia greca vuole essere lo scenario in cui immergere questi suoni e questo testo, dove la protagonista si trova impaurita e sperduta in una foresta incontaminata che viene però varcata da un essere misterioso, desideroso di conoscerne gli aspetti più remoti.

Il testo esprime tutto del mondo Nexus. L’emotività, il lessico speciale, la rievocazione di un mood di fantasia, il tempo necessario per ascoltare senza disturbi causati dalla routine caotica. Si esige un dolce impegno per apprezzare e beneficiare a fondo di questa musica. La storia raccontata vede come protagonista un Ninfa, creatura per metà immortale e per metà terrena a causa delle genesi genitoriale combinata (madre/padre dio, solitamente facente parte della rosa principale dell’Olimpo e l’altro genitore umano appartenente al popolo greco), che fino al momento in un incontro speciale aveva sempre vissuto solitaria e lontana da ogni altra forma di vita umana, in virtù della sua natura schiva, diffidente e impaurita, in quanto questa specie era da sempre oggetto di attenzioni indesiderate che potevano sfociare nella pericolosa violenza carnale (per lussuria, gola o gelosia). La fiducia che lentamente questa Ninfa si sente di concedere al visitatore sconosciuto, viene profusa ed esplosa dal ritornello, in quanto la richiesta di rendere la propria voce una melodia immortale, trova risposta altrettanto solenne: la promessa di proteggere quella creatura per tutta la vita. 

You & Me

(feat. Counting Sheep)

Innegabile ammettere che quando si viene scelti da un’altra persona per fare una qualunque cosa (uscire, chiacchierare, un’attività), ci si sente in pace con il mondo e così incredibilmente speciali. Il brano You & Me, attraverso il suo synth vocale principale, vorrebbe comunicare a chi la ascolta che questo sentimento di pace interiore in cui ci si sente speciali deve essere vissuto da tutti il più possibile, perché sarà proprio questa sensazione a farci stare bene nel tempo con noi stessi, rispettando e amando chi siamo. 

Il testo, veramente veramente basico, ripete quasi in loop un concetto soltanto, molto caro agli artisti. Stare insieme con una persona, per molto tempo della giornata o per molto tempo della vita, è un ingrediente essenziale del nostro equilibrio psicofisico e genera benessere. 

Uncountable Voices Canzone interamente strumentale, con i sample vocali originariamente di GF, che non volle comparire in nessun credito di nessuna canzone, essendo la sua carriera musicale troncata sul nascere per scelte personali. Questa ragazza fu la stessa cantante di Encoded, entrambe queste tracce furono registrate tra il 2014 e il 2015. 

La canzone in tutti questi anni è rimasta praticamente la stessa, non sono stati fatti grossi stravolgimenti e l’idea originale è stata rispettata, migliorando via via la qualità del suono. Grazie ai ritocchi finali di Sem3ion il drop è stato reso potente e accattivante, senza snaturare la morbidezza dell’impatto della canzone. 

Più volte è stato pensato di aggiungere una voce che dica qualcosa di senso compiuto oltre le vocali corizzate, ma alla fine è stata preservata la volontà di tenere il brano strumentale, così da totalizzare 3 brani di questo tipo sui 12 del disco. 

Il concetto di Uncountable, replicabile nella grammatica italiana con i soggetti indefiniti partitivi (ad esempio la frase “Mi daresti dei fiori?” non specifica quanti di preciso, appunto rendendo “dei fiori” un oggetto uncountable, non contabile) mira a rendere duratura una specifica sonorità nella memoria delle persone, in modo che non possa essere contata o catalogata. Si tratta di una canzone speciale che non vuole lanciare un messaggio specifico, solo il desiderio di ricordare e tenere nel tempo dei suoni che ci fanno stare bene se rievocati in un particolare momento della giornata o della vita. 

Found U

(feat. Giulia)

Brano inizialmente molto asciutto e stringato, trasformato poi in versione quasi orchestrale dall’arrangiamento negli anni successivi, Found U vuole continuare l’eredità lasciata dal brano Rainfall, appartenente al progetto Schoolship. Il significato è la continua ricerca delle anime gemelle, non intese nel senso di classica relazione sentimentale, ma di persone a noi affini, che sono in realtà più di una, anche se difficilmente ne troveremo mai 50 o 100 nell’arco della nostra vita (ma un buon numero sicuramente sì). 

Si tratta parzialmente di una rivisitazione personale della piĂą nota teoria sociologica dei 6 gradi di separazione https://it.wikipedia.org/wiki/Sei_gradi_di_separazione#:~:text=La%20teoria%20dei%20sei%20gradi,non%20pi%C3%B9%20di%205%20intermediari.

A cantare non poteva che essere GG, voce sublime per rendere questa situazione di continua ricerca e di superamento delle difficoltà della vita per un/a giovane ragazzo/a che tocca un po’ tutti. Gli elementi protagonisti sono i sample vocali (alti o bassi) che accompagnano i synth, la voce singola e unica delle strofe (una rarità nel genere EDM), un predrop esplosivo che concentra il significato della canzone. 

Il testo parla appunto di molti argomenti, in ordine: ritrovare le persone che si credevano perdute, il litigio con amici che credevamo buoni e interessanti, la differenza tra aspettativa e realtà, il dolore interiore che non si riesce in nessun modo ad alleviare (a differenza del dolore fisico che guarisce). Poi ancora la volontà di cambiare le cose, di essere ricordati nel tempo (anche dopo la morte), di non avere paura delle brutte situazioni che ci possono accadere, di non lasciarsi abbattere dalle sfortune della vita. 

Sheer Falling

(feat. Kloer)

Pezzo tra i più antichi di questo disco, inciso tra il 2014 e il 2015. L’idea originale è nata dalla collaborazione di tre persone: ML, TB e Chiara Morelli (Kloer), che volevano realizzare uno spaccato EDM pur inserendo note dai sintomi malinconici/nostalgici. Il titolo originale del progetto Logic si chiamava non a caso: “tommy luck chiara malinconia”. 

Nel corso degli anni ha subito almeno 7 riedizioni e riarrangiamenti, anche per renderlo adatto ai tempi man mano che gli anni passavano. La versione finale mantiene delle sonorità vintage, pur risultando realisticamente più pop e piacevole anche per ascoltatori contemporanei. 

Il testo parla della disillusione nei confronti del mondo, dal punto di vista di giovani ragazzi e ragazze che si trovano a conoscere la vera faccia nell’umanità mentre crescono e scoprono la corruzione dell’anima e tutto ciò che non funziona nella società, insomma il famoso “male del mondo”. Il centro del messaggio artistico è rappresentato dal pre-drop: 

“I won’t wait for the storm to pass

Teach me how to dance in the rain”

Insomma noi giovani non aspetteremo che la tempesta, cioè metaforicamente il male del mondo o ciò che di brutto accade, passerà da solo. Ma autonomamente con forza e coraggio prenderemo l’iniziativa per combattere, a nostro modo e senza violenza, lo status quo per costruire un mondo migliore, secondo la nostra emotività e coscienza. 

Right Time

(feat. Giulia)

Brano con pochissimi elementi, ma densissimo di significati. Il concetto di Right Time è traducibile in italiano davvero con tantissime variabili. Quella più adatta probabilmente la sceglierà l’ascoltatore in base al suo mood al momento dell’ascolto. Il significato originale dell’autore è semplicemente rievocare i tempi/periodi migliori della vita, in qualunque parte accadano (infanzia, adolescenza, gioventù, età adulta, vecchiaia).

La base è stata prodotta da ML nel lontano 2017, mentre è stata riarrangiata da TB nel 2020. La voce di Giulia completa quello che vuole essere un brano pop dal ritornello cantabile e orecchiabile, che rimane impresso ripetendo sempre lo stesso concetto.

Il testo, come si può evincere dal titolo, si concentra sulla volontà di utilizzare la propria memoria e la fantasia in modo dolce e positivo per la nostra vita, tentando di non dimenticare e anzi rivivere i migliori ricordi, come ripete tantissime volte il ritornello. Le strofe si focalizzano invece su vicende personali dell’interprete/cantante, dove dichiara di avere ancora cicatrici del passato rimaste dai brutti momenti vissuti, ma di volerle allo stesso tempo combattere per non rimanere incastrata nella negatività, nella sofferenza e nella solitudine. 

Touch  Brano intimo e personale. La composizione avanguardisticamente da outro vede praticamente solo il pianoforte suonato da ML e tre elementi decorativi nella seconda parte (un basso e due synth). Il sentimento profuso in questa canzone vuole essere l’abbandono emotivo dell’ascoltatore all’interno del suono generato da un nexus, ovvero un riff/loop/melodia primordiale con le caratteristiche distintive di frequenza e progressione armonica composto dagli artisti fondatori del progetto. 

I nexus in ogni caso possono essere riscontrati anche nelle canzoni di altri artisti famosi o sconosciuti, semplicemente il progetto Nexus mira a inserirli assolutamente e indissolubilmente sempre dentro a ogni brano e anzi a costruire canzoni proprio attorno a questi nexus. 

 

Nel frattempo dei lavori dell’album risultava in via sviluppo il nuovo logo Nexus, che riflette ora tutti i valori catturati e acquisiti nel frattempo, con lo scopo chiaramente di sostituire il primo logo homemade già raccontato nelle pagine precedenti, secondo un lento e ragionato processo di re-branding.  

 

Questo frangente si è concluso con la costruzione di un logo ancora non completamente definitivo e non ancora rispondente ad ogni sfumatura del messaggio empirico-artistico del progetto. In ogni caso verrà utilizzato come successione quello “storico”, perché risulta un gradito upgrade che va nella direzione di distinguersi e creare degli elementi precisi di riconoscibilità. 

 

Il Font di partenza già incavato viene ulteriormente “tagliato” da una X cancellativa dello stesso colore dello sfondo) che tocca tutte le lettere, quasi a simulare una doppia lettera X che ha origine non a caso al centro del nome facendole acquistare naturalmente importanza. 

 

L’enfatizzazione verso il centro del logo vuole indicare la generazione della “galassia” Nexus, da cui tutto ha origine. 

 

Le altre lettere subiscono un processo parziale di frammentazione appena l’energia sprigionata dal centro tocca lembi della loro struttura, finendo per romperne alcuni pezzi e spargerli lontano con una forza centrifuga tipica di un’esplosione, allontanando appunto dal centro di essa ogni materia incontrata. 

 

La copertina del progetto HLSB invece, realizzata dall’artista del team Marco Dalla Vecchia, contiene numerosi elementi identificativi, ricorrenti anche nei testi delle canzoni:

  • ImperscrutabilitĂ  di una figura femminile
  • Dicotomia tra i macro-temi della bugia e della credenza
  • Desiderio di costruire una propria veritĂ 

 

Il primo tema ripercorre quella che è da sempre una naturale riflessione storico-artistica della letteratura in senso lato. L’espressione complessa del soggetto, tra un conglomerato di pensiero critico, dubbio e preoccupazione incombente, guarda allo stesso tempo il vuoto e lo specchio della propria anima fuori dall’inquadratura. 

 

Il secondo tema, rappresentato iconograficamente dalla doppia figura della stessa persona, vuole introdurre la dualità e il contrasto come altra fonte di riflessione su sé stessi e sul mondo. Quali persone che ci circondando possono essere considerate vere e realmente nostre amiche, che hanno a cuore il nostro bene? Allo stesso modo noi stessi ci comportiamo in maniera empatica trasmettendo chi siamo veramente o senza maschere  o preferiamo rapporti/relazioni di comodo basate sull’utilità personale? 

In questo infinito approccio tra noi e gli altri i temi del vero e del falso ritornano prepotentemente.

 

La terza chiave di lettura innestata nel dubbio nell’espressione della protagonista si offre allo spettatore che si trova protagonista esso stesso della composizione. Il sentimento generato dall’essere la terza figura della copertina avrĂ  un valore diverso per ognuno, dipendente dai propri paradigmi. 

 

I colori distintivi del progetto HLSB, un azzurro cielo e un magenta rosato, non sono propriamente presenti nella copertina, in quanto ritroviamo più che altro un blu petrolio molto scuro nell’acqua dello stagno e un rosso carminio acceso per il costume della protagonista.

 

In ogni caso questi colori della copertina sono stati scelti per identificare un distaccamento dal resto del mondo e dal solito propinato, rappresentati dagli estremii opposti bianco e nero, in un’epoca dove la polarizzazione ci tiene davvero così frammentati e distanti. 

 

HLSB vuole essere uno spaccato ideografico e non un racconto delle vicende personali dei protagonisti o delle comparse. Appunto un vasto panorama di una civiltà perduta, collocata non si sa bene in quale tempo, in cui questi protagonisti hanno luogo e si costruiscono il proprio destino, affrontando capitoli differenti degli stadi di una monumentale storia sentimentale, che va appunto oltre alle persone che la vivono. 

Ogni canzone verrà resa da un Visual artistico, che rappresenta il punto mediano di tra le tipologie di video statico (quelli con solo una copertina ferma) e ufficiale (quelli con varie riprese reali), atto a promuovere il significato di quella canzone per contenuti ermetici nei quali non deve essere spiegato per forza per filo e per segno ogni elemento strumentale o testuale della canzone. In questa tipologia di video sono sufficienti breve estratti anche in loop che si ripetono per estrapolare e rendere subito d’impatto il nucleo tematico di quella canzone e anche per far intendere l’espressione artistica in tutta la sua spinta avvolgente per l’ascoltatore, che diverrà momentaneamente spettatore. 

 

In concomitanza con il disco vengono saldati nuovi rapporti del progetto passato da essere un duo di producer ad un team collettivo di collaboratori appassionati di musica.